L'intervista: Giovanni Bruzzi

L'ultimo biscazziere: ai miei tempi d'oro porte chiuse ai disperati

 La nostra regola era: chi gioca deve essere libero, adulto e solvente. Oggi basta una moneta da 50 centesimi.

Ha organizzato le bische a cinque stelle in Toscana (e non solo) per vent'anni. E stato il biscazziere numero uno, tanto che ancora è soprannominato «professore» Giovanni Bruzzi ai tavoli da gioco negli anni '60 e '70 ha «messo in mutande» professionisti miliardari. Oggi è un maestro di pittura, è stato nominato Cavaliere della Repubblica per meriti artistici, ma resta professore. Tanto che a lezione da lui c'è andato anche il regista Pupi Avati per chiedergli di collaborare alla sceneggiatura di «Regalo di Natale» e la «Rivincita di Natale››, veri e propri cult sulle bische clandestine. A fine anno nelle sale arriverà però il suo film, «Tout-va al baccarat», che racconta la sua vita partendo proprio dal libro «Professione biscazziere>› che ha pubblicato nel 2001.

Maestro Bruzzi... (prima interruzione, ndr)

«Può chiamarmi professore...»

Professore, lei che è stato un grande giocatore... (altra interruzione, ndr)

«Io non sono mai stato un giocatore, perché i giocatori sono fessi. Io sono stato un biscazziere, solo per certi versi giocatore, perché stavo sempre dalla parte giusta, quella che guadagnava (risata, ndr)»

Perché, i giocatori d'azzardo non guadagnano?

«Sono tutti destinati a perdere, le vincite sono solo transitorie. Nei Casinò di Las Vegas solo il 2% delle fiches viene cambiata, il resto è tutto denaro perso dai clienti»

Quindi potremmo applicare la stessa proporzione anche alle slot?

«E probabile, la logica è la stessa: attirare sempre più neofiti, dando la possibilità a tutti di giocare senza avere alcuna specificità: bastano soltanto monetine da 50 centesimi»

E lei è d'accordo su questa possibilità di «sedersi al tavolo da gioco» che le slot offrirebbero a tutti?

«Assolutamente no, ma non è un discorso di differenze culturali, piuttosto è legato alla regola dei biscazzieri di altri tempi, quella della selezione. ll giocatore d'azzardo doveva essere libero, adulto e solvente. Una selezione basata sul portafoglio: siede solo chi ha può. Commessi, padri di famiglia operai, impiegati, non li facevamo entrare. Perché si gioca per provare emozioni, non per guadagnare. Alle slot sono tutti soldi buttati...»

Condìvide l'idea di bandirle, come hanno fatto al circolo Arci di San Niccolò?

«Certo e anzi le bandirei anche dai bar: sono pericolose, attirano persone che non giocano per provare emozioni, anche perché non c'è adrenalina davanti ad una macchina. Sperano nella vincita e, nel frattempo, si rovinano per i debiti»

Che sensazioni prova quando vede giovani e pensionati giocare alle slot?

«La stessa che provo quando vedo chilometri di fila, in estate, verso la riviera romagnola: non vedo alcuna differenza. Sono fessi, che buttano soldi e che rischiano di rovinare le proprie famiglie».

 Gaetano Cervone
(
Corriere Fiorentino 26/01/2014)




Manifesto.




Giovanni Bruzzi in occasione della sua mostra personale “Pittura e gioco d’azzardo” a “Palazzo Rubini-Vesin” di Gradara, nell’ambito del “3° Festival Italiano dei Giochi-Gradara Ludens”, ha intrattenuto il pubblico sotto una “tensostruttura” all’aperto sul tema “Racconti sul gioco d’azzardo” (26 settembre 1992).



Manifesto.



In occasione della mostra personale “Pittura e gioco d’azzardo” di Giovanni Bruzzi nella “Ex Chiesa Anglicana” a Bagni di Lucca, si è tenuto un incontro-dibattito sul tema “A proposito del casinò”, da destra, onorevole Andrea Marcucci, Giovanni Bruzzi, Marcello Marchetti, assessore al Turismo, Fabrizio Balleri, vicesindaco (6 agosto 1993).


Giovanni Bruzzi presiede il convegno "A proposito del casinò", in contemporanea alla sua mostra sul gioco d'azzardo, nella "Ex-Chiesa Anglicana" a Bagni di Lucca nel 1992, tra (a destra) Fabrizio Balleri, vicesindaco, e (a sinistra) Marcello Marchetti, assessore al Turismo.



Manifesto.



Giovanni Bruzzi presiede il convegno "A proposito del casinò" all'Hotel Monteconero, organizzato dal comune di Sirolo nel 1993, a destra, Luca Guazzati, direttore de "La Gazzetta di Ancona".
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In occasione della mostra personale “Pittura e gioco d’azzardo” di Giovanni Bruzzi al “Circolo Culturale Sirolese” di Sirolo, si è tenuto all’hotel “Monteconero” un incontro-dibattito sul tema “A proposito del Casinò”, da sinistra, Fabio Sturani, assessore al Turismo di Ancona, Luigi Leonarduzzi, sindaco di Sirolo, Giovanni Bruzzi, Luca Guazzati, direttore de “La Gazzetta di Ancona”, onorevole Silvio Mantovani, senatore Paolo Polenta (17 settembre 1993).